sabato 30 maggio 2009

In 75mila per dieci risposte, Cresce su FB: "Berlusconi rispondi!"


Il gruppo aperto dopo la pubblicazione delle dieci domande di Repubblica continua a raccogliere nuovi iscritti. "La nostra è una forma di comunicazione attiva"
In 75mila per dieci risposte Cresce su FB: "Berlusconi rispondi!"

ROMA - "Settantacinquemila e non contiamo niente?". Se lo domanda uno degli iscritti al gruppo di Facebook Berlusconi rispondi!, che dalla pubblicazione delle dieci domande di Repubblica è andato crescendo giorno dopo giorno fino a raggiungere l'eccezionale cifra di oltre 75.000 partecipanti in meno di due settimane. Con gli iscritti cresce anche il numero di interventi pubblicati sulla bacheca del gruppo. Sono quasi 7000 gli utenti che hanno lasciato traccia del loro pensiero sul social network, mentre le discussioni aperte hanno raggiunto il numero di 250. Tra gli argomenti più caldi del momento ci sono le interviste a Gino Flaminio e alla zia di Noemi Letizia, la polemica tra il leader del Pd Franceschini e Berlusconi ma anche le imminenti elezioni europee e le reazioni della stampa estera al caso Letizia. Aumentano anche i materiali multimediali pubblicati dagli iscritti e ai video e ai link ora si è aggiunta anche una sezione fotografica che raccoglie alcune immagini del premier. Tra queste, quella che svela il "trucco" nel fazzoletto.

E mentre il gruppo si arricchisce di continue nuove iscrizioni, materiali e argomenti di discussione, e diventa sempre di più il luogo deputato al confronto di Facebook per quanto riguarda la vicenda Berlusconi, restano invariate le richieste degli oltre 75.000 iscritti. "Vogliamo verità e chiarezza. Berlusconi risponda alle domande di Repubblica e si prenda le sue responsabilità", commenta un utente sintetizzando il pensiero di tutte le persone che hanno scelto di iscriversi al gruppo. Un gruppo che rappresenta un esperimento nuovo nella comunicazione italiana e che, come spiega Lucia del Grosso, una dei 75.000, è diventato una forma di comunicazione attiva."Ci stiamo trasformando da democrazia partecipativa a mera pubblica opinione suduta davanti al televisore - racconta - però io penso che ci sono margini per invertire la tendenza. Non esiste solo la televisione, che è informazione "passiva", ma anche la rete, che è informazione "attiva". In questo momento noi stiamo producendo informazione. E l'informazione libera è il presupposto della partecipazione ".

venerdì 29 maggio 2009

FORZASILVIO.IT



Settimana scorsa ho visitato l'ulitmo parto mediatico del carrozzone berlusconiano: http://www.forzasilvio.it/. Per poter visualizzare i contenuti è necessario iscriversi al sito, cosa che ho fatto con un nome fittizio. Comunque prima ancora di iscriversi si viene accolti da immagini simili a quelle riportate in questo post.

Una volta iscritta posso accedere alle aree. Per altro non è presente alcun forum per confrontarsi (ero curiosa di vedere le discussioni fra i sostenitori di Silvio) e non è possibile lasciare messaggi...

Posso accedere alla pagina messaggi, dove trovo il seguente testo:

Cara .....
grazie ancora per esserti unito a forzasilvio.it, il network ufficiale dei sostenitori di Silvio Berlusconi. Ora che abbiamo raggiunto il primo obiettivo, un numero significativo di adesioni, è arrivato il momento di condividere più in dettaglio che cosa ti proponiamo di fare insieme.
forzasilvio.it vuole diventare il punto di riferimento per chi non intende lasciare solo Silvio Berlusconi nella sua battaglia per cambiare l'Italia. Non un sito come tanti altri, quindi, ma la casa di tutti coloro che hanno il desiderio di impegnarsi attivamente a fianco del Presidente del Consiglio. I dati che ci hai fornito al momento della registrazione (e che potrai modificare liberamente ogni volta che lo vorrai) sono il cuore di forzasilvio.it: essi ci permetteranno di contattarti rapidamente e direttamente quando necessario, per informarti di iniziative a te vicine o per te particolarmente interessanti o per chiedere il tuo aiuto per le azioni mirate per cui avrai voluto dare la tua disponibilità.
La Newsletter, che arriverà all'indirizzo email che ci hai fornito, ti terrà al corrente delle novità e ti fornirà le informazioni esclusive che ti permetteranno di mobilitarti attivamente nelle campagne elettorali di rimanere "operativo" anche negli altri momenti dell'anno. Il Focus Group, che mira a sondare in tempo reale le opinioni di noi sostenitori sulle questioni del momento, e le cartoline digitali per le imminenti Elezioni Europee sono solo le prime tra le proposte che ti sottoporremo, sfruttando tutti i canali di comunicazione che potremo attivare.
E' un'idea che abbiamo ripreso da altre esperienze - il network MyBarackObama.Com e ancora prima la campagna repubblicana in Ohio nel 2004 - che punta a creare un canale diretto tra Silvio Berlusconi e i suoi collaboratori e ciascuno dei tanti Italiani e Italiane che condividono i suoi ideali e i suoi obiettivi. La battaglia per cambiare il Paese è un'impresa difficile che ha bisogno dell'impegno di tutti e di ciascuno, nei modi e nei tempi che ognuno di noi può mettere a disposizione: forzasilvio.it vuole essere uno strumento al servizio di questa impresa.


Buon lavoro e a risentirci presto
on. Antonio Palmieriresponsabile internet

Il Popolo della Libertà

Vado allora nella sezione focus group, curiosa di scoprire gli argomenti del momento che richiedono un sondaggio d'opinione:


La frase di Franceschini "fareste educare i vostri figli da quest'uomo?" e' l'ultimo sconcertante episodio di una campagna elettorale basata su vergognosi e disgustosi attacchi personali contro Berlusconi, fomentati in queste ultime settimane da Repubblica e da L'Unita', e rilanciati dai loro programmi televisivi e dagli uomini del PD come Franceschini e D'Alema.
A tuo giudizio, questa campagna e':


Una vergognosa degenerazione del modo di fare campagna elettorale

La dimostrazione che il PD e' privo di idee e di proposte

Il disperato tentativo del PD di rimotivare il loro elettorato deluso

Un'azione volta a tamponare l'avanzata di Di Pietro

Poi i risultati di un precedente focus group:

Nei giorni scorsi, in conformità alle norme internazionali, il governo Berlusconi ha deciso di riaccompagnare le imbarcazioni cariche di clandestini ai porti da cui erano partite, invece di trasferire gli immigrati ai centri di accoglienza in Italia.
Come valuti l'operato del governo?

Ha agito con fermezza, applicando le leggi e le normative vigenti
si - 93,4%
no - 1,6%

Si è mosso nella direzione giusta, ma avrebbe dovuto farlo già da tempo
si - 95,6%
no - 4,4%

Dovrebbe agire in maniera ancora più ferma, rimpatriando anche le imbarcazioni intercettate nelle acque territoriali italiane, anche a costo di confrontarsi con l'Unione Europea.
si - 80,3%
no - 19,7%

Povera Italia...

giovedì 28 maggio 2009

Echi nostalgici inquietanti


Naviganod sul Web ho appreso dell'esistenza della Guardia Nazionale Italiana.


Sul loro sito si presentano così:

"La Guardia Nazionale Italiana è un Ente non governativo di volontariato il quale a differenza della Guardia Nazionale Padana (braccio operativo della Lega Nord, che nasce ed opera in chiave secessionista e quindi contro la Costituzione della Repubblica, l'ordine costituito, la sicurezza pubblica e lo Stato); si adopera al fine della salvaguardia dell'integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano

L'ente, si legge ancora: «Ha durata illimitata, è cristiano e apartitico», anche se il primo gruppo di sostegno aperto su Facebook annovera tra gliamici Forza Nuova, Italia Nera, gioventù italiana e il movimento de "LaDestra". Un tesserino nero, una sede torinese, un motto «Domine dirige nos» (Signore guidaci), l'ambizione di dotarsi di «mezzistradali, navali ed aerei» (per adesso c'è un bimotore, a Novara)

Negli organici sarebbero presenti ex ufficiali dei carabinieri e della Guardia di Finanza, più alcuni ex dirigenti di pubblica sicurezza. Il presidente della formazione è un manager ed ex alpino, Maurizio Correnti. Il comando generale è affidato a un ex ufficiale dei Carabinieri, Augusto Calzetta: colonnello in riserva dell’Arma è stato coinvolto in luglio in una storia di lucro sulle cremazioni.

Viene anche descritta minuziosamente la divisa d'ordinanza (quella nella foto ne è un esempio):

La Guardia Nazionale Italiana e' l'unica ufficiale depositaria di una divisa composta da: • pantaloni neri con banda gialla laterale• cappello rigido con visiera nero - kepi nero, o kaki, entrambi con aquila Imperiale Romana in alto e sottostante bottoncino tricolore, altresì, ruota solare
• camicia color kaki - senape con l'effigie dell'aquila Imperiale Romana sul braccio sinistro, bandiera Italiana sul braccio destro, ruota solare incandescente con fascia sul braccio sinistro, sull'avambraccio sinistro fascia divisionale con ricamata la scritta individuale dei vari gruppi di appartenenza. Sul pettorale destro scudetto con sovra impresso - GUARDIA NAZIONALE ITALIANA - PER SERVIRVI E PROTEGGERVI - Giubbotto in pelle nero ¾, altresì giacca a vento color nero - kaki modello sahariana- Cinturone nero con spallaccio- Cravatta nera- Scarponcini neri – stivali- Tessera di riconoscimento di appartenenza all’ente- Tessera di Riconoscimento con placca esclusivamente per gli appartenenti alle G.P.G.

Successivamente parlano delle loro attività, tra cui spicca "promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane, con particolare riferimento all'Impero Romano".

Ecco la cosa che mi ha fatto inquietare:

LA G.N.I. E' IN ATTESA DI DIVENTARE FORMALMENTE OPERATIVA CON LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO LEGGE GOVERNATIVO SULLA GAZZETTA UFFICIALE.
Per altro l ' Art. 18 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:

"I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. SONO PROIBITE le associazioni segrete e QUELLE CHE PERSEGUONO, anche indirettamente, SCOPI POLITICI MEDIANTE ORGANIZZAZIONI DI TIPO MILITARE."

Il Decreto Legislativo 14 febbraio 1948 n° 43, attuando l'art 18, ha fissato i connotati (vietandole) delle associazioni a carattere militare nell'inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina e ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l'eventuale adozione di gradi o di uniformi, e l'organizzazione atta anche all'impiego collettivo in azioni di violenza o di minaccia.

E infatti la procura della Repubblica di Torino ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza cioè ipotesi di reato, verso questa nuova formazione che, da statuto, si definisce ente non governativo di volontariato (questa cosa è segnalata anche sul sito ufficiale della guardia nazionale italiana http://www.guardianazionaleitaliana.org/)

Le indagini, affidate alla Digos, intendono fare luce su un’organizzazione che conta duemila adesioni, ha sede in un prefabbricato alla periferia della città e dispone di un piccolo aereo da ricognizione in un aeroporto del Novarese.



LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE (E I TACCHI RIALZATI)

Riporto l'articolo apparso su Repubblica di oggi. Non commento, credo si commenti da solo.

La zia di Noemi: "Così Berlusconi è entrato nella nostra famiglia"
di CONCHITA SANNINO e GIUSEPPE D'AVANZO

Signora Francesca D. F., che grado di parentela ha con i genitori di Noemi?
"Sono la zia, moglie del fratello di Anna Palumbo, la madre di Noemi".

Ha precedenti penali, signora? Sa, dobbiamo chiederglielo perché, per alcuni, il testimone non va valutato per quel che dice, ma per quel che è.
"Non ho precedenti penali".

Qualcuno nella sua famiglia ne ha?
"No".

Ha motivo di risentimento nei confronti di sua cognata o della sua famiglia, o della ragazza?
"Assolutamente no. Ho ottimi rapporti con Anna, con i genitori di Anna e con i suoi fratelli. Anzi, ho condiviso finora con altri membri della famiglia l'imbarazzo, il disagio e la sofferenza che questa situazione non del tutto limpida, sta provocando. Ci sono troppe bugie. Circostanze che contrastano con quello che abbiamo sentito e visto in famiglia".

Gino Flaminio fa parte delle bugie o della realtà vissuta in casa Letizia?
"Gino è stato il fidanzato di Noemi esattamente per il periodo da lui descritto al vostro giornale. Gino fa parte della realtà della famiglia Letizia e tutti noi lo abbiamo conosciuto e soprattutto apprezzato fino a quando i rapporti tra loro si sono deteriorati. È un bravo ragazzo. Amava davvero Noemi e Noemi gli era molto legata".

Vi incontravate anche con Gino?
"Certo, è accaduto più di una volta. Con l'andar del tempo, è nato un legame tra questo ragazzo e la nostra famiglia. Non mi pento di averlo avuto in casa".

Lei sa che il padre di Noemi ha minacciato querela per quello che Gino ha ricordato?
"Sì, purtroppo l'ho sentito ai tg, e ancora mi chiedo come sia stato possibile questo. Gino ha avuto parole di assoluto rispetto per tutti, per Noemi, per i suoi genitori, per noi. E anche per Berlusconi. Qual è la sua colpa? E perché accanirsi contro un ragazzo senza alcuna difesa?".

Lei sa che Gino nel 2005 è stato condannato per rapina?
"Quando lo abbiamo conosciuto era già un operaio. Ma sapevamo che c'era una macchia nel suo passato. E in ogni caso, il suo errore, quale che sia stato, non ha mai costituito un ostacolo al loro affetto, né all'amicizia che il ragazzo ha dimostrato ad Anna e ad Elio, peraltro venendone ricambiato".

Lei ha letto la testimonianza di Gino?
"Certo, e mi ha provocato una grande emozione. Perché ho visto per la prima volta, in questa storia di bugie, una persona dire le cose come stanno, con un coraggio che nessuno finora nella mia famiglia ha avuto".

E lei perché solo adesso ha deciso di offrire la sua testimonianza?
"E ancora avrei voluto tacere. Ma dopo aver visto la violenza della discussione a Ballarò, ho deciso di farmi viva. Ho visto troppe cose che non vanno. "Antiche amicizie" nate dalla notte al giorno. Fidanzati comparsi dal nulla. Dolorosi eventi che hanno afflitto la famiglia, utilizzati per sostenere nuove versioni dei fatti che hanno coinvolto mia nipote Noemi: come il riferimento a una lettera di cordoglio. E' con molto strazio che mi sono decisa ora a parlare. Mi sono tormentata in queste settimane".

Perché lo fa?
"Se devo dire la verità, lo faccio per i miei figli perché devono poter credere che esiste il vero e il falso, il buono e il cattivo. Voglio che sia chiaro che, per quanto mi riguarda, in questa storia non c'entra nulla la politica, nulla i complotti, ma solo la necessità di non vergognarsi quando ci si guarda allo specchio perché si è dovuto avallare una storia che, se non fosse così dolorosa, in famiglia sarebbe una barzelletta di cui ridere".

Lei, quando ha sentito per la prima volta di Berlusconi in famiglia?

"Alla fine del 2008, tra novembre e dicembre, ho visto per la prima volta durante un pranzo familiare Noemi alzarsi da tavolo allo squillo del suo cellulare, e l'ho ascoltata dire papi. Non avevo assolutamente idea, all'epoca, chi potesse essere. Ho pensato a un gioco tra ragazze. Notai soltanto che intorno a lei ci si dava da fare per evitare ogni curiosità".

Quando ha sentito per la prima volta indicare Berlusconi come una presenza familiare?
"Posso dirlo con certezza. L'11 gennaio 2009, il giorno del compleanno di mio figlio. Io organizzai una piccola festicciola. E seppi, quella sera, che si stavano preparando grandi festeggiamenti per i diciotto anni di Noemi. E che alla festa avrebbe partecipato, a meno di impegni improvvisi, anche Silvio Berlusconi".

Addirittura tre mesi prima, si contava sulle presenza a quel tavolo del presidente del Consiglio?
"A me fu detto che dovevamo "prepararci" per quello. La conferma della presenza del capo del governo sarebbe arrivata solo a Pasqua".

E poi?
"Mi fu detto che Berlusconi chiese espressamente a Noemi di essere invitato e pretese di ricevere dalle sue mani l'invito. Non so se poi Noemi lo abbia raggiunto a Roma e come siano andate le cose. In ogni caso, nella nostra riunione di famiglia al pranzo di Pasqua, ci fu confermato ancora di "prepararci" perché avremmo conosciuto il presidente il 26 aprile, alla festa organizzata nel ristorante di Casoria".

Che idea si è fatta della conoscenza tra Berlusconi e Noemi?
"So soltanto quel che mi ha raccontato Anna, mia cognata, la madre di Noemi. Anna sosteneva che il presidente del Consiglio aveva per mia nipote l'affetto di un padre. Ricordo l'espressione: "l'ha presa a cuore". Io non ne dubitai. Noemi è sempre stata una brava ragazza, dolce, buona. Con un grande sogno: fare la ballerina, l'attrice o la showgirl. Ricordo che in famiglia si diceva: "Magari così, Noemi entrerà dalla porta principale". Si intendeva dalla porta principale nel mondo dello spettacolo. E d'altronde la stessa Noemi - ho letto - lo ha già detto in un'intervista. Come peraltro Anna. Nelle primissime interviste, mia nipote e mia cognata sono state sincere e hanno raccontato in pubblico ciò che dicevano a noi in privato. E stato dopo che ho visto troppe cose confondersi".

Vuole darci la sua opinione su questa storia?
"Sono molto preoccupata per la mia famiglia. Se mi espongo così, lo faccio perché siamo una famiglia di gente semplice e per bene. Parlo dei fratelli di Anna, dei suoi genitori, degli altri cognati, dei nostri figli e nipoti, tutti ragazzi sani. Tutti trascinati, dalla mancanza di chiarezza e sincerità, in una situazione che ci imbarazza moltissimo".

mercoledì 27 maggio 2009

Stampa estera contro il premier. Pdl: offesa Italia


di Chiara Scalise, fonte ANSA

ROMA - "Un pericolo per l'Italia. Un esempio cattivo per tutti", protagonista di una "inquietante escalation di impunità morale": la stampa estera fa irruzione sulla scena politica italiana e a, 10 giorni dalle europee, attacca Silvio Berlusconi. Un uomo "molto potente e sempre più spietato", scrive il Financial Times in un editoriale. Campagna d'odio, replica la maggioranza, che offende gli italiani; "cattiva stampa e disonesta", aggiunge il ministro degli Esteri Franco Frattini. Sono tre gli articoli dei giornali stranieri che oggi si occupano del presidente del Consiglio: oltre il quotidiano finanziario, dedica due pagine al caso Berlusconi-Noemi l'inglese Indipendent; mentre lo spagnolo El Pais lascia spazio a un editoriale e a una corrispondenza da Roma. Gli aggettivi rimbalzano da una pagina all'altra: il governo Berlusconi viene appunto considerato un pericolo per il Paese, anche se "l'Età di Silvio" non è e non diventerà un nuovo fascismo perché a essere arruolate "sono squadre di veline - scrive Ft - e non di camicie nere". Il riferimento è al caso Noemi e alle polemiche legate alle candidature in vista delle elezioni europee. Tema sul quale interviene anche la Cei. La bellezza, è il monito dei vescovi, non può essere "l'unico elemento o l'elemento decisivo di scelta". Altrimenti si crea un "guasto culturale", avverte monsignor Diego Coletti. Ma El Pais ha pochi dubbi: "La relazione del Cavaliere con Noemi Letizia" ha già "rivelato un clima decadente da basso impero". "Demonizzazione degli avversari", rifiuto di "garantire indipendenza alla concorrenzà, "creazione di una immagine forte, fatta di rivendicazione di infiniti successi": sono questi alcuni dei tratti con i quali viene descritto il quarto governo Berlusconi sui media stranieri. A tanto esercizio di potere, si contrappone un vuoto altrettanto colpevole, concordano gli osservatori: quello di istituzioni "deboli e spesso politicizzate", una sinistra "desaparecida" e quello di "un giornalismo - scrive Ft - troppo spesso subalterno". Lettura da capovolgere, contrattaccano gli uomini del premier: "L'editoriale del Financial Times - dice Niccolò Ghedini - è il riscontro che c'é uno stretto legame tra alcuni giornali italiani e alcuni giornali stranieri che cercano di delegittimare Berlusconi e fanno un pessimo servizio all'immagine dell'Italia". E comunque è un "copione logoro", dice il deputato del Pdl Gregorio Fontana; "un castello di carta", che cadrà, è la convinzione del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, con il responso delle urne. La reazione della maggioranza testimonia però, secondo il presidente del Pd Anna Finocchiaro, "nervosismo e imbarazzo". E comunque, "il Paese e l'opinione pubblica - aggiunge - aspettano da Berlusconi delle risposte che tardano a venire", perché quello al quale l'Italia sta assistendo non solo "é uno spettacolo desolante", dice Massimo D'Alema, ma è anche "vicenda di rilevanza indubbiamente politica".

martedì 26 maggio 2009

ORA D'ARIA


l'Unità, 25 maggio 2009

Sabato 23 maggio, come ogni anno, è andata in scena a Palermo la consueta parata antimafia, una sorta di fiera del tartufo dove una carovana di politici (c’era persino Schifani) e autorità militari, civili e religiose fanno a gara nell’elogiare l’impegno dello Stato, nel promettere di non abbassare la guardia, nel ringraziare i magistrati (quelli morti). Poi, rientrati a Roma, ricominciano come sempre ad attaccare o insultare o trasferire o disarmare i magistrati (quelli vivi). Nessuno degli augusti oratori impegnati a commemorare l’”amico Giovanni” ha detto una parola sui mandanti occulti ed esterni a Cosa Nostra che commissionarono le stragi di Capaci e Via d’Amelio nel 1992 e quelle di Milano, Firenze e Roma nel 1993. Eppure, proprio il giorno prima, Giovanni Brusca - il pentito ritenuto da tutti credibilissimo quando parla di se stesso e dei complici che fecero esplodere l’autostrada di Capaci - ha fatto rivelazioni esplosive nel processo in corso (dunque ignorato dalla grande stampa) per favoreggiamento mafioso a carico del generale Mori per la mancata cattura di Provenzano nel 1995. “Riina - ha detto Brusca - mi fece il nome dell’uomo delle istituzioni col quale venne avviata, attraverso uomini delle forze dell’ordine, la trattativa con Cosa nostra” dopo Capaci. Il nome? Brusca s’è avvalso della facoltà di non rispondere perché sul caso indaga la Procura di Caltanissetta. Finora Brusca aveva detto di essere arrivato a quel politico, all’epoca ministro, in base a sue “deduzioni”. Ora invece afferma che glielo disse Riina, coinvolto direttamente nella trattativa con due ufficiali del Ros (lo stesso Mori e il capitano De Donno) tramite l’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino. Anche a quel politico della Prima Repubblica, come pure a Mori, sarebbe stato consegnato il famoso “papello” con le richieste di Cosa Nostra per interrompere le stragi. Ma la rivelazione di Brusca, ripresa da Corriere e Stampa, è caduta nel più impenetrabile silenzio della classe politica. Lo stesso silenzio che l’altra sera, a Matrix su Canale5, ha accolto l’intervento del pm Gaetano Paci su Vittorio Mangano, lo “stalliere” di casa Berlusconi, definito “eroe” dal premier e da Dell’Utri: “Mangano era un mafioso sanguinario condannato per mafia, narcotraffico e omicidio, gli eroi sono Falcone e Borsellino”. In studio, mentre le telecamere indugiavano sui volti impietriti di Alessio Vinci, Piero Grasso e Giuseppe Ayala, non una parola su Mangano &C.. E via con l’antimafia dei film e delle fiction, quella che non fa nomi di politici. La commissione Antimafia, presieduta da Pisanu, è ormai un ente inutile e inerte. Chissà se basterà a ridestarla dal letargo la denuncia del pm Roberto Scarpinato, che sabato, sul Sole-24ore, ha rivelato come il governo abbia tolto alle procure la password per accedere ai conti correnti. Impedendo così il sequestro di enormi capitali mafiosi. Una semplice coincidenza, si capisce: sono tutti troppo impegnati a celebrare l’”amico Giovanni”.

SCIOPERI E SCIOPERASTRI











Fonte: IL MANIFESTO

Udite udite. E diffondete. Forse è l'unico modo per permettere a questa notizia di raggiungere più orecchie possibile: i lavoratori di Mediaset sono in sciopero. Difendono i loro salari e chiedono che vengano ripristinate le "normali relazioni sindacali". Ma oggi devono prima di tutto lottare contro il silenzio. La loro astensione dal lavoro, infatti, sembra non interessare a nessuno. Di loro non parlano neanche le agenzie di stampa. Paradossale ma vero: accade "qualcosa" - qualcosa di inedito, c'è da dire - nella più grande azienda di comunicazione italiana, e i protagonisti faticano a bucare lo schermo. Ma tant'è, a Berluscolandia.I fatti: Cgil, Cisl e Uil hanno indetto per oggi uno sciopero dei lavoratori della Videotime di Roma. La Videotime è la società licenziataria di Mediaset-Rti che lavora nei centri di produzione "Palatino" e "Elios". Qui vengono registrati programmi molto seguiti: dal Tg5 a Matrix a Forum. I lavoratori della Videotime si occupano anche del programma "Uomini e Donne" di Maria De Filippi, che però viene registrato a Cinecittà. Si tratta dei tecnici, della parte di produzione, dei parrucchieri, dei truccatori, dei sarti. Insomma, di tutto il personale che serve per mettere in piedi un programma. Ebbene, dall'anno scorso sono tempi di magra. Mediaset dice di essere in crisi (ricavi netti nell'anno 2008: +9%, utile netto: +14,3%) e per questo stringe la cinghia: niente più diaria per gli esterni, fermi i passaggi di livello, diminuzione dei premi di produzione, azzeramento della politica retributiva. Questo è quanto denunciano i sindacati: "Un esempio - spiega Roberto Crescentini, delegato fistel-Cisl della Rsu di Videotime - sabato registriamo Matrix. I lavoratori hanno chiesto di lavorare in straordinario. Ma l'azienda ha chiesto ai parrucchieri solo quattro ore di lavoro, e non sette. Alla domanda: perché? La risposta è stata: l'azienda è in crisi. Figurarsi - dice Crescentini - noi siamo i primi a non voler affossare l'azienda e a capire che è in corso una grave crisi economica e finanziaria. Ma Mediaset è in crisi?". La domanda è pertinente, visto che, racconta Crescentini: "Alla puntata di Forum in cui era ospite Barbara D'Urso, Mediaset ha pagato un parrucchiere 1.300 euro. Come anche viene pagato tutti i giorni un parrucchiere per la conduttrice Rita Dalla Chiesa, ad un prezzo che ci pare esorbitante, visto il momento: 700 euro". Insomma, dicono i lavoratori, se bisogna fare sacrifici che li facciano tutti.Secondo il dato dei sidnacati lo sciopero è andato benissimo: l'adesione ha sfiorato il tetto del 95%. Ultima chicca: il Comitato di redazione del Tg5 ha inviato un comunicato di solidarietà ai lavoratori di Videotime. Il comunicato, a quanto pare, doveva essere letto durante l'edizione odierna. Ma è stato stoppato. Ci sono notizie più importanti.